Dove costruisco la barca?

La scorsa estate ho fatto un giro per i porti della Liguria, partendo dai porti sul fiume Magra fino ad arrivare ad Imperia. Per avere un posto alla mia portata devo stare necessariamente al di sotto degli 8 metri. Qualche progetto l’ho già adocchiato e ve ne parlerò in un altro post, ma per il momento devo risolvere il problema del cantiere: dove trovo un posto per costruire la mia barca?

Penso che uno dei punti chiave, come ricorda perfettamente Paolo Lodigiani nel suo manuale, sia quella di avere il cantiere “attiguo a casa”. Personalmente penso che un’oretta almeno tutte le sere la potrei dedicare e poi nel fine settimana in cui non mi devo occupare dei miei figli potrei riuscire a ricavare intere giornate di lavoro. Se fosse vicino casa potrei prendermi delle pause avendo a disposizione tutto ciò di cui necessito: un frigo con cibo e bevande, una doccia, un divano per riposare o un tavolo per studiare.

Sempre il buon Paolo Lodigiani (gli fischieranno le orecchie?) dice che per le barche piccole (lunghezza inferiore ai 4m) basta un metro libero per ogni lato dello scafo mentre per le barche più grandi sono necessari anche un paio di metri per lato. Per uno scafo 3x8m è necessario un cantiere con superficie compresa tra i 48 e i 72 m2 … cavolo, non sono pochi. Però leggendo bene lui parla anche di utilizzo dei macchinari (tipo la sega da banco) la quale per tagliare un listello lungo 4m ne ha bisogno almeno 8 (4 prima e 4 dopo l’utensile). Io avrei intenzione di far tagliare a controllo numerico il compensato e comunque i listelli cercare di farli tagliare fuori quindi potrei accontentarmi di un po’ di spazio in meno. E poi in azienda da me ci sarebbe un bel po’ di spazio per fare alcune lavorazioni che lo richiedono per poi portare il manufatto a casa.

Insomma ci terrei proprio ad avere il cantiere in giardino. Diciamo che se seguiamo la linea dell’avere un metro tutto intorno, per uno scafo di dimensioni 3×8 m mi servirebbe un cantiere 5x10m … ma forse la copertura risulterebbe gigantesca. A proposito, cosa uso per coprire il cantiere? Mi pare che ci sia una nuova norma che regola le strutture coperte in giardino, tipo i gazebo, non ci capisco niente ed ho paura a chiedere ad un geometra perchè penso che le cose si complicherebbero … e comunque devo chiedere al mio padrone di casa. Mmmmm la vedo complicata. Comunque mi pare di aver capito che una condizione necessaria affinchè io possa erigere una struttura per coprire il cantiere sia che la struttura sia precaria, non fissa, smontabile.

Ho cercato “tendoni” su google ed ho trovato il sito “tendapro“. Vendono strutture di diverso tipo e con diverse caratteristiche e prezzi. La prima distinzione tra i prodotti è se la tenda deve essere usata tutto l’anno oppure se l’uso deve essere occasionale (tipo per una festa) e poi ci sono di diverse altezze e con diversi sistemi di chiusura. Tra tutte ne ho trovata una della serie VARIOStore, il cui tendone ha un peso di 550g/m2 (non so nemmeno se sia tanto o poco) che ha due grandi entrate ed i tendoni laterali si possono sganciare per creare una sorta di tenda con il solo tetto, oppure per aprirne un pezzo in caso di lavorazioni in cui sia necessario sporgere. Il costo per un tendone 5x8m è di quasi 1000 Euro. Non è poco, ma devo metterlo a preventivo se voglio costruire la barca. E poi quando avrò finito potrò sempre rivenderlo, quindi potrei in parte rientrare dell’investimento.

Proviamo a vedere in giardino quanto spazio occupa? Il mio giardino forma una specie di “T” e potrei metterlo nell’area che ho evidenziato in rosso. Dalla foto non sembra tanto grande ma vi assicuro che è un bel catafalco … non posso montarlo e pretendere che i vicini e il padrone di casa non dicano nulla. “Dai”, ho pensato “quando viene a prendere l’affitto glie lo chiedi e poi, se ti dice di no, ti monti la tenda nel piazzale dell’azienda e la costruisci li. Non sarà come averla a casa ma è la miglior scelta che tu possa fare dopo il giardino”. Così quando è arrivato in ufficio da me, anche se ero un po’ restio per paura di ricevere un no, gli ho detto che avrei voluto mettere in giardino un “gazebo” (non mi sentivo pronto a dire tenda, cantiere, barca, etc.). Gazebo mi sembrava più normale, più accettabile di tendone. E lui mi ha detto subito di si, che se era una struttura precaria non c’erano problemi grazie all’ultima normativa in vigore (lui ha una impresa di costruzioni, è preparato). “Si ma è grosso!” … “E quanto sarà Francesco? 50 metri quadri?” . “No, 40metri quadri, 5×8 metri … ma vorrei che venissi a casa così ti faccio vedere”. Ci demmo appuntamento a casa e gli spiegai quello che volevo fare, andammo in giardino e gli feci vedere il posto: avevo segnato gli spigoli con dei pezzi di legno per renderci conto della posizione e delle dimensioni. “Mettilo Francesco!”. Ero felicissimo! Mi aveva detto di si! Potevo mettere il mio tendone … e dire che pensavo che mi avrebbe fatto un sacco di problemi, e invece. Ecco, sono felice.

Adesso in ordine devo risolvere altre faccende: come mettere in piano il giardino (più o meno facile, ho chiamato il mio amico Michele), cosa mettere come pavimento del tendone (non posso lavorare sull’erba) e come rendere stabile e in piano il cosiddetto “scalo di costruzione”. Da quello dipenderà il fatto che lo scafo sia simmetrico, quindi non posso poggiarlo su della terra riportata. Ci sto pensando.

Ringrazio Paolo Lodigiani e BCA Demco ai quali, senza permesso, ho preso alcune immagini, spero di non aver commesso un illecito.

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