Rocket 750

Per iniziare la costruzione della barca, capire le dimensioni del cantiere e, soprattutto, cercare di fare un preventivo di spesa, è necessario un progetto. Un esempio di barca adatta all’autocostruzione della quale ho visto anche un esemplare realizzato (ad oggi, Aprile 2021, in vendita), è lo Start80 di Alessandro Cantini (https://aacdesigngroup.wixsite.com/acdesigngroup/start-80). Ho letto qualche pezzo del costruttore di “To the storm” e mi sono appassionato. La storia è molto bella e gira e rigira alla fine questa “Start 80” mi sembrava proprio una barca interessante. Oltretutto ho chiesto un parere autorevole nell’ambito della nautica e mi è stato detto che è una barca che cammina. Insomma, tutto a posto, contatto l’ingegner Cantini, professionale, preparato e molto disponibile e mi faccio mandare qualche disegno per approfondire.

Mi ero quasi deciso quando mi è venuto in mente il Walkabout ( https://www.walkaboutyachts.com/it/ ) … ricordo che Lorenzo, il proprietario del cantiere, ne parlava entusiasta ed era contento del progetto, mi parlava da navigatore non da proprietario di un cantiere. Il progettista del Walkabout è David Reard. Sono andato a cercare ed ho trovato, tra le pagine del suo sito web, una affascinante descrizione di come si svolge la progettazione di una sua barca a vela, quali sono i materiali e i principi di progettazione ( https://www.mediareard.com/votre-projet/17-categories-en-francais/bureau/17-principes-darchitecture ) e ne sono rimasto affascinato. Poi sulla sua pagina Facebook ho visto che ultimamente sta disegnando degli “SCOW” … non so nemmeno cosa significhi: l’ho capito dalla sua pagina Facebook ( https://www.facebook.com/archireard ) e da qualche ricerca. La definizione di scow è “chiatta” secondo wikipedia in inglese. Vabbè, comunque a me sembra una barca con una chiglia piuttosto piatta e una prua larghissima tipo i “MINI” delle ultime edizioni. Dopo aver letto e cercato a me è sembrato che questo David Reard sia particolarmente attento a progettare barche leggere e veloci. I suoi scafi prevedono una realizzazione con compensato marino, tessuto di vetro e resina epossidica, mentre la coperta delle sue barche è fatta di un materiale simile al polistirolo per intenderci (i tecnici rabbrividiranno, ma al momento non ho ancora iniziato ad acquistare il materiale quindi non conosco ancora il nome del prodotto. Sul suo sito Reard parla di “PVC foam” e penso sia questo) che viene rivestito da tessuto di vetro e resina epossidica a creare un materiale composito leggerissimo e robusto. Figo! E poi, se vi devo dire la verità, la prua larga così genera un sacco di spazio all’interno per una cuccetta doppia e un sacco di posto per la linea di ancoraggio a prua. Lo so, sono cose frivole, non dovrei basare le mie decisioni su questo però … tant’è!

L’ho contattato Reard. Io gli ho fatto un bell’elenco di cose che mi piacerebbero sulla barca, un elenco numerato: punto uno, punto due … forse ho fatto un po’ la figura del “precisetti”, ed una parte di me lo è senza ombra di dubbio, e le sue risposte sono state incomplete, anche se convincenti. Dopo uno stretto scambio di email lui mi ha proposto di modificare un progetto che ha fatto per un suo cliente, denominato Rocket 750. A questa barca va aggiunto il motore entrobordo che io desidero e l’armo standard (quella che ha progettato lui ha l’armo aurico!). Guardate un po’:

E’ strana ma mi piace, così dopo una breve trattativa, ancora con un sacco di dubbi sulla certificazione CE (ve ne parlo in un altro post), ho firmato il contratto con David Reard per la costruzione di un Rocket 750. Adesso spero di riuscire a comunicare bene con lui e prendere le decisioni giuste: motore con saildrive o linea d’asse? Chiglia fissa o retrattile? Seguitemi …

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