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“Il desiderio di costruire una barca è il sogno della giovinezza, ancora restia ad accettare l’idea di un luogo definitivo in cui riposare. Quando arriva, è di quelli a cui non è possibile resistere. Inizia come una piccola nuvola su un orizzonte sereno. Finisce coprendo tutto il cielo, tanto che non riuscite più a pensare ad altro. Dovete costruire per riconquistare la vostra libertà.

Arthur Mitchell Ransome

Grazie a Paolo Lodigiani che mi ha fatto conoscere questo bellissimo pensiero.

Non ho mai vissuto il mare e la vela quanto avrei voluto. Quando leggo le carriere di certi velisti provo molta invidia. Ricordo quando, da bambino, ruppi talmente le scatole ad un vicino di ombrellone, ad Arenzano pineta, che lo convinsi a portarmi fuori con il suo piccolo catamarano a vela. Dopo anni, poi, in Sicilia, quando da ragazzino noleggiai un laser: non avevo la minima idea di come si portasse una barca a vela. Mi accorgevo che a volte andavo avanti e a volte no e poi cadevo in acqua, molta confusione. Frequentai il primo corso a San Vito Lo Capo, dove andavo in vacanza tutti gli anni. Un corso per persone in vacanza della durata di una settimana, ma come mi piaceva! Ogni tanto noleggiavo una piccola barca (non ho idea di che barca fosse) e da San Vito Lo Capo me ne andavo a Macari, a “Isulidda” doppiando il faro. A me piace il viaggio, l’andare da un posto all’altro per poi ripartire, che sia con la barca, con il camper o con la moto … anche se la barca é la mia preferita. Dopo l’adolescenza vuoto, fino a quando, prima di sposarmi, mi venne in mente di costruire una barca. Non avevo idea di cosa significasse, nemmeno possederla, figuriamoci costruirne una. Era un sogno irrealizzabile allora, era come se oggi dicessi che voglio costruire un’astronave ed andare sulla Luna, ma mi feci spedire lo stesso dal cantiere Van de Stadt (https://www.stadtdesign.com/) i piani di valutazione di una barca a vela in alluminio di 44 piedi, punto di arrivo, scoprii poi, della stragrande maggioranza di croceristi,e non era nemmeno già pronto, era tutto da costruire e con budget pari a zero visto che non avevo un soldo. Però immaginare di farlo sui piani di costruzione non costava nulla. Anche adesso che mi é tornata in mente questa idea, per una barca realizzabile subito e lunga la metà, anche adesso é un periodo in cui “c’è molto vento” per usare un paragone meteorologico. É una cosa irrazionale: é più logico lavorare, risparmiare e comprarne una usata di pari dimensioni, ma probabilmente non è ciò che mi serve ora.

Tra il folle pensiero del Madeira 44 in alluminio e questo Rocket 750 c’è stato un decennio in cui, sposato (ora non più) e con due figli ho navigato con la famiglia tra Corsica e Sardegna, prima con un Dufour 40 “in società” (dividevamo le spese ma era tutta dell’altra persona) e poi con un bellissimo Wauquiez Centurion 40 s in società con mia moglie.